Daisy D.

I said goodbye to innocence becuse I was forced to...
Passion is a curse and magic saves me from the demon inside of me, always.

L’amore malato
Le avevano detto che c’è un modo giusto di amare, un modo accettabile, un modo sano. Le avevano detto che l’amore da e l’amore non toglie mai. Le avevano detto che l’amore è felicità. Così la prima volta che lui la colpì lei pianse perchè come poteva quello essere amore? Poi però le comprò una rosa, il bigliettino diceva: “Ho solo paura di perderti, non smettere mai di essere MIA.” Con il tempo la sua idea di amore iniziò a trasformarsi. Era passione, era follia, era rabbia, era scontro di corpi, piacere e dolore, era una forza della natura. Al decimo livido iniziò a temere l’unica cosa che poteva proteggerla. L’amore era diventato eroina, dipendenza e pericolo, felicità e illusione. Si copriva il volto dalla vergogna ma non lo odiava, anzi, lo perdonava sempre perchè il cuore, a volte, non è dalla nostra parte. Un giorno, durante un esame, il professore di lettere la guardò e senza aggiungere nulla le disse : ” Ci accontentiamo dell’amore che pensiamo di meritare.” Lei capì. Non si decise subito, ma la volta che lui le ruppe il naso fece le valige e scrisse un biglietto. Non riuscì mai ad arrivare alla porta, ma la sua forza non fu dimenticata.  Oggi, sulla tomba, ci sono rose e altri fiori. Nella pietra c’è inciso un messaggio di speranza. “Non ti accontentare di un amore che non ti può salvare.”

L’amore malato

Le avevano detto che c’è un modo giusto di amare, un modo accettabile, un modo sano. Le avevano detto che l’amore da e l’amore non toglie mai. Le avevano detto che l’amore è felicità. Così la prima volta che lui la colpì lei pianse perchè come poteva quello essere amore? Poi però le comprò una rosa, il bigliettino diceva: “Ho solo paura di perderti, non smettere mai di essere MIA.” Con il tempo la sua idea di amore iniziò a trasformarsi. Era passione, era follia, era rabbia, era scontro di corpi, piacere e dolore, era una forza della natura. Al decimo livido iniziò a temere l’unica cosa che poteva proteggerla. L’amore era diventato eroina, dipendenza e pericolo, felicità e illusione. Si copriva il volto dalla vergogna ma non lo odiava, anzi, lo perdonava sempre perchè il cuore, a volte, non è dalla nostra parte. Un giorno, durante un esame, il professore di lettere la guardò e senza aggiungere nulla le disse : ” Ci accontentiamo dell’amore che pensiamo di meritare.” Lei capì. Non si decise subito, ma la volta che lui le ruppe il naso fece le valige e scrisse un biglietto. Non riuscì mai ad arrivare alla porta, ma la sua forza non fu dimenticata.  Oggi, sulla tomba, ci sono rose e altri fiori. Nella pietra c’è inciso un messaggio di speranza. “Non ti accontentare di un amore che non ti può salvare.”

  • 14 Maggio 2013
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